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La cucina armena: piatti per la Pasqua

Shushan Martiryosan
Shushan Martiryosan

Le origini della Pasqua risalgono ai tempi in cui si adorava la Natura. È la festa del risveglio, della forza vitale della Natura che rinasce in primavera dopo l’atutuno e l’inverno. La parola armena per Pasqua è Zatik da zatel che significa separare, staccare, distinguere. Quindi Zatik significa Distinto. Zatik era anche la festa della dea Anahit, la dea della maternità, e quindi del concepimento in sé.

La Pasqua cristiana nasce dalla festa Paseq degli Ebrei, che simbolizzava la liberazione degli Ebrei dall’Egitto.In un’epoca successiva, con la Pasqua viene celebrata la Risurrezione di Cristo. Secondo il Nuovo Testamento, Gesù dopo la sua crocifissione risorge.

Il giorno di Pasqua le persone si salutano annunciando ‘AVETIS’ che significa ‘Buona notizia’:

“Cristo è risorto dai morti”

“È benedetta la Risurrezione di Cristo”

Qui di seguito si descrivono alcune ricette armene per la Pasqua.

Le uova colorate di rosso, servite in un piatto con grano germogliato che è simbolo dell’unità che muore e risorge. Il chicco di grano viene seminato-sepolto nella terra, si trasforma, e poi germoglia. Anche la colorazione delle uova viene dai tempi precristiani. L’uovo è simbolo dell’inizio della Vita, del feto e dell’Amore. Con l’arrivo del Cristianesimo, come molte espressioni delle feste pagane, anche quella delle uova colorate fu conservata, però con la regola di usare solo il rosso.

Il grande mistico e filosofo armeno Gregorio di Tatev commentia e spiega: l’Uovo è il simbolo dell’Universo, il guscio è il cielo, il bianco – le acque, il tuorlo – il pianeta Terra. Il colore rosso simbolizza il mondo coperto dal sangue di Cristo.   

Ricetta 

In una pentola capiente mettere della buccia di cipolla rossa secca in quantità abbondante.

Mettere le uova lavate adagiandole in modo da essere coperte da tutte le parti dalla buccia della cipolla.

Aggiungere acqua fredda in modo da coprire abbondantemente il contenuto e mettere a cuocere, a lungo. La cottura può durare fino a 1 ora cosi la bucia perde il colore. Si possono usare anche altri coloranti naturali come certe radici.

Foto di S. Martiryosan

Pilav col riso e frutta secca

Ingredienti

2 bicchieri di riso

1 lavash

3 cucchiai di burro

1 tazza da caffe di acqua

2 bicchieri di frutta varia disidratata e frutta secca (albicocche, prgne, uvetta, noci)

Sale

Procedimento

Nell’acqua bollente, far bollire leggermente il riso, fino a che I chicchi di riso salgono in superficie. Scolare il riso e sciacquare con acqua fredda.

In una pentola far sciogliere 1 cucchiaio di burro.

Come primo strato mettere il lavash tagliato in modo da coprire completamente il fondo della pentola.

Aggiungere il riso e coprire bene tutta la superficie della pentola, aggiungere un cucchiaio di burro e sale q.b. coprendo la pentola prima con un panno di cotone e poi col coperchio, creando cosi un ambiente ermeticamente chiuso, cuocere il riso per 30 minuti nel proprio vapore, a fiamma bassissima.

Tagliare la frutta disidratata e secca in parti più piccole e far saltare in una padella con 1 cucchiaio di burro; aggiungere 1 tazza da caffè di acqua e cuocere finche l’acqua viene assorrbita.

Servire il Pilaf col lavash, diventato croccante e dorato, aggiungendo sopra la frutta secca cotta separatamente.

Foto di S. Martiryosan

Un altro piatto di Pasqua è il pesce bollito, o cotto a vapore, o cotto al forno. In Armenia si cucinano pesci di acqua dolce come la trota o il lavarello. Si possono sostituire con pesci di mare.

Foto di S. Martiryosan

E infine che Pasqua sarebbesenza le erbe di campo in padella? Dopo averle pulite e lavate, bollire le erbe per poco tempo in acqua con sale, poi saltare in padella con olio aggiungendo le spezie preferite. O fare una frittata con le erbe precedentemente bollite.

Foto di S. Martiryosan

Categorie

cucina

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